Polverigi “Paese gentile”

 
Stiamo assistendo a cambiamenti sociali repentini che mettono a dura prova la relazione tra gruppi generazionali. Se da una parte le conquiste tecnologiche aprono ampi orizzonti di conoscenza  e opportunità, dall’altro tagliano fuori da ogni possibilità la trasmissione di esperienze alle generazioni più grandi. I saperi divengono condivisi e scambievoli rendendo anacronistiche convenzioni sociali consolidate fino a pochi anni fa: l’ascolto di chi è più grande, la saggezza dei vecchi ecc.



Stiamo assistendo a cambiamenti sociali repentini che mettono a dura prova la relazione tra gruppi generazionali. Se da una parte le conquiste tecnologiche aprono ampi orizzonti di conoscenza  e opportunità, dall’altro tagliano fuori da ogni possibilità la trasmissione di esperienze alle generazioni più grandi. I saperi divengono condivisi e scambievoli rendendo anacronistiche convenzioni sociali consolidate fino a pochi anni fa: l’ascolto di chi è più grande, la saggezza dei vecchi ecc.


 
In questo ultimo periodo si lamenta la caduta di stile nelle relazioni, l’imbarbarimento della comunicazione e della convivenza. Il primato della prevaricazione e dell’arroganza è anche il frutto di una crisi culturale che poggia le proprie radici sul bisogno di raggiungere certezze, di poterlo esprimere senza attraversare il difficile momento dell’incertezza e del dubbio. Non esiste una generazione in crisi, ma la crisi delle generazioni: gli anziani sono sempre di più e più longevi, gli adolescenti sono sempre più invischiati in una fase di non tempo che li avvicina all’infanzia e li allontana dalla vita adulta, gli adulti infine vivono l’epoca della precarietà tra catastrofi annunciate, crisi economiche e adeguamenti culturali senza fine.














In questo ultimo periodo si lamenta la caduta di stile nelle relazioni, l’imbarbarimento della comunicazione e della convivenza. Il primato della prevaricazione e dell’arroganza è anche il frutto di una crisi culturale che poggia le proprie radici sul bisogno di raggiungere certezze, di poterlo esprimere senza attraversare il difficile momento dell’incertezza e del dubbio. Non esiste una generazione in crisi, ma la crisi delle generazioni: gli anziani sono sempre di più e più longevi, gli adolescenti sono sempre più invischiati in una fase di non tempo che li avvicina all’infanzia e li allontana dalla vita adulta, gli adulti infine vivono l’epoca della precarietà tra catastrofi annunciate, crisi economiche e adeguamenti culturali senza fine.













 


Le avvisaglie di problemi sociali legati a tossicodipendenza, microcriminalità, violenza sessuale, bullismo, allontanamento dalle istituzioni, disimpegno sociale, impoverimento culturale, sono tutti indicatori di un disagio diffuso la cui eziologia è fuori dal contesto paesano, ma trova linfa nei valori condivisi e nelle aspettative di ogni singolo cittadino.
Partendo dalle più recenti realtà di cronaca che evidenziano come la società attuale barcolli tra punti di riferimento sempre più temporanei e precari, sarebbe auspicabile che nel tessuto sociale di un comune si potesse realizzare un modello di riferimento che possa fungere da parametro ed indicazione per tutto l’arco generazionale del paese.
Infatti i progetti sociali a volte mancano di continuità o incidono in modo limitato sulla complessa realtà di un territorio. Il sociologo Renato De Santis ha proposto un intervento coordinato a cascata con struttura piramidale che, come in un mosaico, incastonasse sotto la stessa regia le diverse esperienze a vantaggio di tutta la comunità. Questa proposta è stata fatta propria dall’assessorato alle politiche sociali di Polverigi e, nel giro di poco tempo, ha avuto l’approvazione del Sindaco e della Giunta. 



Non sarebbe stato possibile portare avanti la complessità del progetto senza poter contare su risorse economiche anche di non elevata entità. Per questo l’estate del 2007 è stata dedicata alla ricerca di finanziamenti e alla stesura dei documenti che rispondessero ai requisiti richiesti per accedere ai bandi di Enti pubblici e privati individuati. Il progetto finalmente è stato realizzato grazie alla partecipazione dell’Amministrazione di Polverigi, al finanziamento della Fondazione Cariverona ed al contributo della Provincia di Ancona con la Legge Regionale 46/95.

STAMPA IL PROGETTO





Le avvisaglie di problemi sociali legati a tossicodipendenza, microcriminalità, violenza sessuale, bullismo, allontanamento dalle istituzioni, disimpegno sociale, impoverimento culturale, sono tutti indicatori di un disagio diffuso la cui eziologia è fuori dal contesto paesano, ma trova linfa nei valori condivisi e nelle aspettative di ogni singolo cittadino.

Partendo dalle più recenti realtà di cronaca che evidenziano come la società attuale barcolli tra punti di riferimento sempre più temporanei e precari, sarebbe auspicabile che nel tessuto sociale di un comune si potesse realizzare un modello di riferimento che possa fungere da parametro ed indicazione per tutto l’arco generazionale del paese.

Infatti i progetti sociali a volte mancano di continuità o incidono in modo limitato sulla complessa realtà di un territorio. Il sociologo Renato De Santis ha proposto un intervento coordinato a cascata con struttura piramidale che, come in un mosaico, incastonasse sotto la stessa regia le diverse esperienze a vantaggio di tutta la comunità. Questa proposta è stata fatta propria dall’assessorato alle politiche sociali di Polverigi e, nel giro di poco tempo, ha avuto l’approvazione del Sindaco e della Giunta.




Non sarebbe stato possibile portare avanti la complessità del progetto senza poter contare su risorse economiche anche di non elevata entità. Per questo l’estate del 2007 è stata dedicata alla ricerca di finanziamenti e alla stesura dei documenti che rispondessero ai requisiti richiesti per accedere ai bandi di Enti pubblici e privati individuati. Il progetto finalmente è stato realizzato grazie alla partecipazione dell’Amministrazione di Polverigi, al finanziamento della Fondazione Cariverona ed al contributo della Provincia di Ancona con la Legge Regionale 46/95.


STAMPA IL PROGETTO



GUARDA E SCARICA I DOCUMENTI DEL PROGETTODoc_Paese_Gentile.html